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Quando la musica incontra l’infinitamente piccolo

L’Orchestra d’Archi Blanc alla Notte dei Lettori di Udine


a cura di Giulia Freschi



Domenica 7 giugno, il Festival “La notte dei lettori” ha ospitato presso l’ex Chiesa di San Francesco di Udine la matineé musicale e scientifica con l’Orchestra d’archi Blanc diretta dal violoncellista e compositore Riccardo Pes e con la partecipazione del fisico delle particelle Fabrizio Coccetti.


L’evento ha rappresentato un confronto e una fusione tra musica e scienza, partendo da grandi domande sull’evoluzione e sul destino del Cosmo.


Fabrizio Coccetti, dirigente e ricercatore presso il Centro Enrico Fermi a Roma, ha magistralmente guidato un viaggio scientifico - divulgativo nell’esplorazione della relazione tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande.


Dall’osservazione lontana e distaccata dell’infinitamente grande, delle distese e delle colline umbre e dell’infinito mistero del Big Bang, ci si è addentrati nell’infinitamente piccolo, nella materia oscura e nell’energia oscura.


Vorrei qui riportare alcune riflessioni nate qualche mese fa da un’intervista con Fabrizio, che uscirà nei prossimi mesi in formato podcast.


Quello tra musica e fisica è un legame indissolubile che si sviluppa nei secoli: “Oggi i fisici” - come ricorda Coccetti - “sono alla ricerca delle simmetrie nelle leggi fondamentali dell'universo, che è un concetto molto musicale. La fisica e la musica sono due linguaggi diversi per descrivere la stessa bellezza nascosta. Pensiamo al concetto di "Qubit": in meccanica quantistica rappresenta una sovrapposizione di stati. La musica di Riccardo Pes dava corpo a concetti astratti come la materia oscura o i viaggi interstellari, rendendoli percepibili all'intelletto e al cuore.”


Molte delle composizioni presentate hanno preso ispirazione da alcuni scambi tra Fabrizio e Riccardo, che ha dato vita all’album Qubit. Tra queste, “Big Bang”, “Dark Matter” e “Dark Energy”, che “sono composizioni originali, nate proprio pensando ai principi fisici che governano l'universo e quindi esprimono a pieno il connubio tra fisica e musica. In questo caso la musica non ha solo spiegato la fisica; ha permesso alle persone di sentirla. È questa la potenza di eventi come Qubit: trasformare quello che dicono le formule matematiche in esperienza condivisa.”


Il concerto è stato anche un momento di raccoglimento e riflessione, sul destino e la storia dell’uomo immerso in questo infinito universo, guidato da leggi segrete di misteriosa armonia.

La “Green Symphony” è un dialogo aperto tra natura e pace. Ad aprire la composizione, “Venite a laudare” è stato ispirato dal Cantico delle Creature di San Francesco di Assisi, un inno di non violenza, pace e fratellanza tra tutte le creature e all’incontaminata natura umbra. Segue “Finale”,


che è un omaggio al genio di Johann Sebastian Bach, le cui fughe, mistiche e perfette, sono uno dei massimi esempi di fusione tra musica e scienza.


Ad aprire e chiudere il concerto è stato “Green Echoes”, brano spazializzato che ha sfruttato le risonanze e gli spazi della ex Chiesa di San Francesco. Nelle Chiese, uno spazio sacro in cui la musica è da sempre protagonista indiscussa da secoli, risuonano le melodie sacre che, citando il celebre libro di Marius Schneider, fanno cantare “le pietre”.

 
 
 

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