La Suite: un viaggio nella musica per archi
- Riccardo Pes

- 8 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min
A cura di Giulia Freschi
La suite è la forma per eccellenza della musica per archi. Per noi è viva, racconta, parla, nonostante il passare del tempo. È un romanzo in più capitoli, scanditi dai diversi movimenti.
La nostra ricerca musicale nella suite è intensa e profonda.
Qui la musica lascia ancor più spazio all’immaginazione. Ci immerge in paesaggi cangianti, in storie, leggende e danze popolari

La nostra ricerca musicale nella suite è intensa e profonda.
Playlist · Suites for Strings
1. Henry Purcell — Abdelazer Suite (1695)
Una delle suite più celebri del barocco inglese, nota anche per il celebre Rondeau utilizzato in molti film e arrangiamenti moderni.
2. J.S. Bach — Suite per archi n. 3 (ca. 1717–1723)
Tra le pagine più luminose della musica barocca. L’Air on the G String è uno dei brani più iconici mai scritti.
3. Edvard Grieg — “La morte di Åse” (1876)
Un momento di profonda malinconia tratto dalla musica di scena per Peer Gynt. Una pagina di struggente semplicità.
4. Leoš Janáček — Suite per archi (1877)
Un’opera giovanile che già mostra la forte personalità del compositore moravo.
5. Christopher Wilson — Suite per archi (1899)
Una gemma poco eseguita del repertorio inglese, elegante e raffinata.
6. Arthur Foote — Suite for String Orchestra, Op. 63 (1908)
Musica americana di grande lirismo e ricchezza armonica.
7. Gustav Holst — St. Paul’s Suite (1913)
Energia, folk inglese e brillante scrittura per archi. Una delle suite più amate del Novecento.
8. Peter Warlock — Capriol Suite (1926)
Basata su danze rinascimentali francesi. Ritmica, brillante e teatrale.
9. Ottorino Respighi — Suite per archi n. 3 (1931–34)
Respighi guarda al passato con uno stile moderno e raffinato.
10. John Rutter — Suite per archi (1974)
Elegante, luminosa e profondamente melodica. Un esempio perfetto della vitalità contemporanea della suite.




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